Aspiratori ATEX: la guida completa

Come scegliere il giusto Aspiratore ATEX in base alla normativa? L'odierno panorama normativo, fatto di regolamentazioni sia nazionali che europee, non facilita certamente il lavoro di RSPP, Responsabili della manutenzione e di tutte quelle figure che si occupano di garantire la sicurezza delle aziende. Obiettivo di questa guida è di fare luce e facilitare la comprensione della direttiva ATEX per quanto riguarda gli aspiratori industriali.

Analizzeremo perciò:

  • Cos'è la normativa ATEX e dove si applica?
  • Le zone di rischio o la probabilità del rischio
  • Aspiratore ATEX: quali caratteristiche deve avere?
  • Gli aspiratori ATEX Delfin

Cos'è la normativa ATEX e dove si applica?

ATEX deriva dall'unione delle parole francesi ATmosphères ed EXplosibles ed è il codice che raggruppa due direttive dell'Unione Europea in materia di sicurezza. La prima direttiva, la 94/9/CE regolamenta l'uso di apparecchiature e macchinari in zone a rischio di esplosione. Si rivolge in particolare ai costruttori di attrezzature, regolamentando le caratteristiche tecniche di sicurezza che queste devono presentare per poter operare all'interno delle differenti aree di rischio. La seconda è la 2014/34/CE, che riguarda la salvaguardia della sicurezza e la salute dei lavoratori in atmosfere potenzialmente esplosive. Questa pertanto si rivolge alle aziende che possono avere al loro interno zone di rischio.

Dove si applica la normativa ATEX?

La direttiva, entrata in vigore nel 1996 e diventata obbligatoria nel 2003 per tutti gli stati dell'Unione, impone la certificazione ATEX a tutti i macchinari commercializzati nell'Unione stessa, indipendentemente dal luogo di produzione e dalle normative in esso in vigore, se installati in luoghi a rischio di esplosione. In Italia ha acquisito forza di legge con il decreto del 23/03/1998 n. 126. Secondo quanto prescritto dal Testo Unico sulla Sicurezza (TUSL - D.lgs 81/2008 e successive modifiche) i datori di lavoro devono considerare la possibilità che in azienda vi siano delle aree a rischio di esplosione e includerle nel documento indicando la zona di rischio di riferimento.

Dove si può creare una zona di rischio ATEX?

Nonostante sia opinione comune che il problema legato alle esplosioni sia una preoccupazione delle sole industrie petrolchimiche, delle raffinerie e delle industrie farmaceutiche, nella realtà la questione tocca una miriade di altri settori ed aziende non necessariamente di grandi dimensioni.
Date certe condizioni infatti, anche materiali come farina, polvere di metalli leggeri, legno, cuoio, fibra di carbonio, sementi, zucchero, carta, cartone, rifiuti e composti organici combustibili possono dar luogo ad esplosioni.

Nell'ultimo decennio si sono verificate diverse tragedie causate da esplosioni in aziende nazionali ed internazionali, con conseguenze spesso gravissime. Basti pensare all'esplosione dei silos di stoccaggio di cereali del 2007 presso il Molino Cordero di Fossano (in Piemonte, Italia) in cui persero la vita 5 persone o al disastro del 2008 della raffineria di zucchero Imperial Sugar in Georgia ( USA ) in cui il conto delle vittime arrivò addirittura a 14 morti e 42 feriti.
In entrambi questi casi le esplosioni si sono verificate a causa di una sbagliata gestione delle polveri ed una scarsa pulizia degli impianti la quale, a lungo andare ha dato la possibilità ad un'atmosfera esplosiva di formarsi e deflagrare.

Le zone di rischio e le probabilità di zona a rischio di esplosione

Il rischio di esplosione è definito e misurato come rapporto tra le ore lavorative in un anno e le ore in cui è probabile che si presenti un'atmosfera esplosiva, ecco perché si parla di probabilità che questa si presenti.

Zona di rischio Rischio ATEX su 365 gg
Zona 0 / 20 Oltre 1000 ore
Zona 1 / 21 Oltre 10 ore fino a 1000 ore
Zona 2 / 22 Oltre 0,1 ore fino a 10 ore
atex

Avremo perciò delle zone di rischio ATEX così divise:

  • ZONA RISCHIO POLVERI 20: Luogo in cui un'atmosfera esplosiva, sotto forma di una nube di polvere combustibile nell'aria, è presente in modo continuo, per lunghi periodi, o di frequente (es. tramogge, sili, cicloni e filtri – sistemi di trasporto polveri, interno di miscelatori, macine, essiccatori, apparecchiature per insaccaggio, ecc.).
  • ZONA RISCHIO GAS 21: Luogo in cui è probabile sia presente un'atmosfera esplosiva, sotto forma di una nube di polvere combustibile nell'aria, sporadicamente durante il funzionamento ordinario.
  • ZONA RISCHIO GAS 22: Luogo in cui è improbabile che un'atmosfera esplosiva, sotto forma di una nube di polveri combustibili nell'aria, si presenti durante il normale funzionamento, ma che, se si presenta, persiste per un breve periodo.
  • ZONA RISCHIO GAS 0: Luogo dove è presente continuamente o per lunghi periodi un'atmosfera esplosiva per la presenza di gas.
  • ZONA RISCHIO GAS 1: Luogo dove è possibile sia presente durante il funzionamento normale un'atmosfera esplosiva per la presenza di gas.
  • ZONA RISCHIO GAS 2: Luogo dove non è possibile sia presente un'atmosfera esplosiva per la presenza di gas durante il funzionamento normale o, se ciò avviene, è possibile sia presente solo poco frequentemente e per breve periodo.

Aspiratore ATEX: quali caratteristiche deve avere?

Quali sono perciò le caratteristiche che deve avere un aspiratore per essere considerato sicuro per l'utilizzo in una zona a rischio ATEX?
Un aspiratore ATEX deve rispettare delle logiche costruttive che prevengano la formazione di fonti di innesco. L'aspiratore deve perciò prevenire la formazione di elettricità statica ( tramite messa a terra, filtri antistatici e accessori per l'aspirazione antistatici), il surriscaldamento dei motori ( attraverso specifici motori certificati) e altri accorgimenti.

Tutti gli aspiratori ATEX dell'ampia gamma Delfin rispettano e vanno oltre i requisiti di sicurezza imposti dalla normativa, essendo sempre equipaggiati con motori certificati ATEX dal costruttore ( caratteristica prevista solo per la Zona 21).

Gli aspiratori industriali ATEX e gli impianti centralizzati di aspirazione ATEX Delfin

Delfin costruisce aspiratori industriali ATEX e impianti di aspirazione centralizzati ATEX da oltre 25 anni, attraverso un processo produttivo controllato, al fine di fornire degli aspiratori effettivamente sicuri e certificati. Grazie ad oltre 20 modelli certificati ( trai i quali ben 4 aspiratori ATEX ad aria compressa, gamma AIREX) Delfin può fornire sempre la giusta soluzione non solo in termini di sicurezza ma anche di prestazioni e dimensionamento rispetto all'applicazione specifica.

Tutti gli aspiratori ATEX Delfin hanno le seguenti caratteristiche tecniche di serie:

  • Filtri antistatici certificati in Classe M di serie (efficienza 1 Micron)
  • Filtri antistatici certificati in Classe M più filtro in Classe H ( HEPA o Assoluto) di serie per gli aspiratori ATEX Zona 21.
  • Motori certificati ATEX all'origine
  • Costruzione in acciaio INOX AISI 304 o 316 (si serie per linea AIREX)
  • Componentistica elettrica certificata ATEX dal costruttore
  • Tappo di sicurezza per la pulizia dei filtri in sicurezza, senza dispersione e sbuffi di polvere nell'ambiente
  • Sistema integrato di pulizia dei filtri, automatico o manuale a seconda dei modelli

Oltre agli aspiratori industriali ATEX mobili Delfin fornisce da anni impianti centralizzati di aspirazione ATEX certificati ad industrie del comparto alimentare ( mulini, industrie, panifici, ecc.), chimico e farmaceutico ( impianti di aspirazione centralizzata ATEX e non sono stati realizzati in industrie in tutto il mondo).

Guarda la Case History dell'impianto di aspirazione Delfin presso la multinazionale del frumento SEDAMYL:


Perciò che tu debba acquistare un aspiratore ATEX per pulizia mobile del laboratorio o delle linee di produzione, piuttosto che progettare un impianto di aspirazione centralizzato per un intero stabilimento, contattaci adesso.

I nostri tecnici-commerciali sapranno consigliarti il giusto aspiratore ATEX e guidarti nella scelta della migliore soluzione di aspirazione per la tua azienda.