Il cliente è uno dei principali produttori mondiali di componenti in ghisa, alluminio e magnesio per il settore automotive, con stabilimenti produttivi in Europa, Sud America e Asia. L’azienda opera con cicli continui e volumi elevati nei reparti di fonderia, dove l'efficienza operativa, la sicurezza e il controllo delle polveri rappresentano fattori strategici per garantire produttività e standard qualitativi d'eccellenza.
Un contesto produttivo ad alta intensitàNel panorama della componentistica automotive, poche lavorazioni sono tanto esigenti quanto quelle di fonderia. Il cliente protagonista di questo intervento è uno dei principali produttori mondiali di componenti in ghisa, alluminio e magnesio destinati al settore automotive, con una rete di stabilimenti produttivi distribuiti tra Europa, Sud America e Asia. Si tratta di una realtà che opera su cicli continui e volumi molto elevati, in cui ogni fase del processo deve garantire regolarità, ripetibilità e standard qualitativi costanti. Le criticità nelle fasi di formatura e sabbiaturaIl cuore della criticità affrontata risiede nelle fasi di formatura e sabbiatura, due lavorazioni che nella fonderia automotive si susseguono con intensità elevata e che comportano un consumo importante di sabbia. La sabbia, impiegata nella realizzazione delle forme e nel trattamento superficiale dei getti, si degrada progressivamente e genera, ciclo dopo ciclo, grandi quantità di polveri fini abrasive. Questo materiale di scarto, per sua natura leggero e volatile, non rimane confinato nel punto in cui viene prodotto: tende a diffondersi nell'ambiente circostante, a depositarsi sulle superfici e ad accumularsi nelle aree di lavoro. L'effetto immediato è un ambiente produttivo più difficile da mantenere pulito, in cui la polvere si insinua tra i macchinari e ne compromette la piena efficienza. L'impatto su macchinari, operatività e costiL'accumulo di sabbia esausta e polveri fini generava così un duplice ordine di problemi. Da un lato, l'interferenza diretta con i macchinari: il deposito di materiale abrasivo nelle zone operative aumentava l'usura dei componenti, riduceva l'affidabilità delle apparecchiature e imponeva fermi non programmati per la rimozione. Dall'altro, la necessità ricorrente di interventi manuali di pulizia, con operatori impegnati a rimuovere la polvere accumulata invece di dedicarsi alle attività a valore aggiunto. Ogni intervento manuale si traduceva in tempo sottratto alla produzione, in un rallentamento del flusso di lavoro e in un impiego di manodopera che avrebbe potuto essere destinato altrove. In un reparto che lavora su cicli continui, anche brevi interruzioni ripetute si sommano fino a incidere in modo significativo sulla capacità produttiva. A queste difficoltà operative si aggiungeva una componente gestionale ed economica non trascurabile. La sabbia esausta, una volta raccolta, doveva essere gestita internamente e in parte affidata a fornitori esterni per lo smaltimento. Questa dipendenza da terzi comportava costi ricorrenti, legati sia al trasporto sia al conferimento del materiale, e introduceva un elemento di rigidità nella pianificazione: la continuità produttiva del reparto risultava condizionata dalla disponibilità e dalla frequenza dei servizi esterni. In sintesi, il quadro iniziale metteva in evidenza un insieme di criticità strettamente collegate tra loro: una dispersione costante di polveri abrasive difficile da contenere con i metodi tradizionali, un onere crescente in termini di pulizia manuale e sicurezza, un'usura accelerata degli impianti e, infine, un impatto economico rilevante dovuto alla gestione esterna dello smaltimento. Tutti elementi che, in un contesto di industria pesante ad alto ritmo, non potevano essere affrontati con soluzioni improvvisate o parziali. L'aspirazione industriale per la gestione della sabbia esausta in fonderiaLa richiesta del cliente era quindi orientata verso un sistema capace di trasformare un problema strutturale in un processo governato e ripetibile:
L'obiettivo, in altre parole, non era soltanto mantenere puliti gli ambienti, ma restituire ai reparti di fonderia la continuità operativa e la prevedibilità necessarie a sostenere volumi elevati e standard qualitativi d'eccellenza. |
Nei processi di formatura e sabbiatura, l’elevato consumo di sabbia generava grandi quantità di polveri fini abrasive. L’accumulo di materiale nelle aree di lavoro interferiva con i macchinari e aumentava la necessità di interventi manuali di rimozione, rallentando il workflow.
La gestione interna della sabbia esausta, unita alla dipendenza da fornitori esterni per lo smaltimento, comportava costi ricorrenti elevati e criticità nella continuità produttiva del reparto.
Sistema ad alto vuoto Delfin
Per rispondere alle esigenze del cliente, è stato installato un sistema di aspirazione industriale ad alta efficienza configurato per carichi di lavoro gravosi:
- Aspiratore DHV45: progettato per utilizzo intensivo 5 giorni su 7 (20 ore al giorno).
- Cassone di raccolta da 1 m³: ideale per la gestione di grandi volumi di materiale.
- Doppio separatore: per la pre-separazione efficace del materiale pesante e abrasivo.
Questa configurazione ha permesso la raccolta continua di sabbia, ottimizzando la capacità di carico e riducendo drasticamente l’usura del sistema filtrante.
Benefici ottenuti
- Ottimizzazione della logistica: gestione fluida della sabbia esausta all'interno dello stabilimento.
- Efficienza nei costi: riduzione significativa del numero di svuotamenti e dei costi di smaltimento tramite fornitori esterni.
- Continuità Operativa: maggiore uptime dei reparti di fonderia grazie alla riduzione degli stop per pulizia manuale.
- Sicurezza e Ambiente: ambienti di lavoro più salubri grazie al controllo efficace delle polveri abrasive e volatili
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